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GEMELLAGGIO

  

Santo_Stefano_di_Rogliano  Fragneto Monforte

 

 

 

S. Stefano di Rogliano (CS) - Fragneto Monforte (BN)

 

 

 

 

 

 

 Fragneto_MonforteUn gemellaggio viene suggellato per favorire i rapporti umani e gli scambi politici, economici e culturali tra i firmatari, implica una formale attestazione di relazioni privilegiate e un’azione comune volte alla salvaguardia della pace, della solidarietà e di reciproca collaborazione.

I gemellati risultano possedere delle caratteristiche che li accomunano per storia, origini, tradizioni e folklore, religioni.

Il “gemellarsi” è diventato una componente essenziale delle relazioni pubbliche, un’arma indispensabile per la crescita della comunità, uno strumento irrinunciabile che ha consentito – non solo alle istituzioni – ma anche ai cittadini, di avvicinarsi ed approfondire la conoscenza reciproca svolgendo un ruolo determinante nel processo di unificazione europea.

 

Fragneto Monforte è un piccolo centro in provincia di Benevento.

Sorge alle falde di una collina presso la sponda destra del fiume Tammaro, in una posizione intermedia fra la valle beneventana e quella telesina. Il territorio è in prevalenza alto collinare, caratterizzato dal susseguirsi di pascoli, vigneti, oliveti e ampie zone boschive. I frutti migliori di questo territorio sono: l’olio tratto dalle “ortice” secolari e il vino. Dalle tradizioni più antiche derivano ancora oggi i metodi di lavorazioni di carni, salumi, formaggi e pasta fresca. Immerso nel verde di valli e di campi, è costitutuito da un nucleo rotante intorno alla bellissima piazza, al cui centro spicca un tiglio secolare che fin dal XVI da il nome alla piazza già allora esistente.

Per i fragnetani esso oltre a rappresentare il tradizionale luogo di ritrovo, costituisce il simbolo del paese.

C’è un detto caro a tutti i fragnetani che rievoca nostalgia e amore per il proprio luogo d’origine: “la Teglia chiama!”.

 

Accanto a a questo tiglio sorge un campanile medievale alto circa 28 metri, edificato tra il secolo XVII e XVIII. Isolato dalla chiesa si erge sulla piazzetta antistante ed è l’unico frammento della distrutta chiesa di San Nicola.

 

Per quanto concerne la fondazione storica del paese, le notizie la indicano databile dopo la presa di Benevento da parte di Totila, Re dei Goti, nel 545 d.C.

Il nome veniva dalla “farnia” che è una varietà di quercia presente nella zona. Proprio la ricca presenza di boschi di farnie, spiegherebbe l’origine del toponimo.

La denominazione “Monforte” deriva invece da Bartolomeo di Monteforte, che fu uno dei Feudatari della zona.

 

Sulla stessa piazza del campanile si affaccia l’elegante palazzo dei Duchi Montalto appartenente agli eredi della famiglia.

 

L’edificio è ben conservato grazie ad alcuni interventi di restauro. Imponente è il portale del secolo XVIII sulla cui chiave d’arco è impresso lo stemma della casata con gli emblemi dei Caracciolo.

Nel 1133 Fragneto faceva parte della Contea di Ariano. Il borgo con il castello fu preso e saccheggiato, le abitazioni incendiate, gli abitanti messi in fuga, Rodolfo Pinello – allora signore del ricco borgo- fatto prigioniero e condotto a Benevento. Il borgo fu presto riedificato ma nuovamente Re Ruggero lo prese d’assalto, e lo incendiò, dopo il saccheggio datovi dalle truppe e da molti predoni che seguivano l’esercito (1138).

 

Fragneto fu sempre conteso dai regnanti per via della posizione strategica e per la fertilità di cui il territorio godeva.

Dal catalogo dei baroni emerge il nome del Conte di Buonalbergo. Il borgo fu preda di Manfredi di Svevia prima e di Carlo D’Angiò dopo.

Sotto i D’Angiò parte dell’antica baronia e del feudo venne affidata alla Famiglia Frangipani, fino al 1289 quando veniva ancora posseduto da un Emanuele Frangipani della Tolfa, dal quale passò al figlio Iacopo. Nel 1339 fu Signore di Fragneto Giovannuccio Santangelo. Il Comune nel 1350 passò a far parte del contado beneventano, e chiamato “CASTRUM FRAGNETI MONTISFORTIS”. Negli ultimi tempi Angioini fu governato dalla famiglia di Gambatesa di Monforte, Conte di Campobasso. Con l’inizio delle contese della successione al trono di Napoli fra Alfonso D’Aragona e gli Angioini, Fragneto fu teatro d’impresa militare. Occupato dalle truppe di Alfonso, fu ripreso dagli Angioini nel 1439.

 

Il terribile terremoto del 1456 rovinò in gran parte Fragneto che venne ricostruito e subito si ritrovò al centro di contese.

 

Non è nominato nelle guerre del 1461 di Ferdinando I d’Aragona, ma risulta che nel 1496 durante le guerre di Carlo XVIII contro gli ultimi Aragonesi era dominato da Niccolò di Gambatesa.

Ferdinando II d’Aragona dovette occuparlo e lo fece saccheggiare ed incendiare per l’appoggio dato ai francesi. Che il sacco di Fragneto sarebbe riuscito fatale agli Aragonesi, se la cieca fortuna non avesse arriso alla loro buona stella, è poi narrato lucidamente dagli storici Giovio e Guicciardini. Il Duca francese aveva nel suo esercito svizzeri, tedeschi, guasconi e cavalleria greca; Fragneto aveva un presidio di fanti tedeschi al soldo francese e questi, fatta debole resistenza, capitolarono, abbandonando il castello, quando seppero della perdita della battaglia di Circello. In soccorso del borgo giunsero la cavalleria greca e i condottieri italiani di Francia che in principio mostrarono felicità di vitttoria contro individui occupati nel saccheggio. Con l’epoca vicereale le nuove infeudazioni furono numerose.

 

Nel 1584 il feudo di Fragneto entra in possesso di Ferrante Montalto il quale risulta al seguito di Carlo V al momento del suo ingresso trionfale a Napoli.

I Montalto nel 1612 riceveranno il titolo di Duchi e lo conserveranno fino all’abolizione della feudalità. Nel 1851 un nuovo terremotocolpisce Fragneto danneggiando gravemente la chiesa e distruggendo molti casseggiati.

 

Una delle tradizioni più forti ed emblematiche della vita a Fragneto è il ballo della “Taccara” di cui si conoscono notizie fino dal 1800, così definito per l’uso ritmico che si fa delle “Tàkkare” bacchette di ulivo stagionato al suono dell’originale motivo musicale.

 

Il 6 Dicembre i Fragnetani rinnovano i voti a S. Nicola, festeggiandolo come patrono del loro Comune. La festa dedicata al Patrono e Protettore è la più antica e popolare. Di origine medioevale è intimamente legata al sentimento religioso dei fragnetani.

 

Fin dal 1987 Fragneto si è affermato e fatto conoscere grazie al Raduno Internazionale delle Mongolfiere, divenuto appuntamento turistico di richiamo internazionale. L’evento che si svolge a Fragneto da 30 anni e si tiene di norma alla prima quindicina del mese di Ottobre. In questi giorni le strade del paese vengono allietate da manifestazioni di gruppi folklorici, spettacoli musicali, mostre, esposizioni, stand.

 

 

 

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PG

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